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Ogni loro nuova uscita è un regalo. Una carezza al cuore grazie al loro stile unico, tra folk e pop, tra cantautorato e racconto. La semplicità con cui raccontano le dinamiche del mondo sono da sempre rinomate nel percorso artistico degli Eugenio In Via Di Gioia. E questo album, è un’altra dimostrazione ben riuscita. Polemiche, dichiarazioni e filastrocche “Amore e Rivoluzione” è un alternarsi di ironia e delicatezza, tra situazioni sociali, personali e ovviamente, ecologiche. L’album si apre con “Quarta rivoluzione industriale“, la descrizione dello scenario lavorativo moderno, fatto di grandi promesse e illusioni, e di tante risate in faccia. Un mix di effetti e di sonorità, con la mitica partecipazione di Elio a chiudere la canzone. Sulla stessa onda della “polemica alleggerita” c’è “Filastrocca per adulti“, che con l’innocenza e la purezza dei bambini, in particolare il Piccolo Coro Dell’Antoniano, parla della malsana voglia di crescere: fisicamente, mentalmente ed economicamente. Gli Eugenio continuano a regalare piccole perle di saggezza in ogni canzone. Molte dedicate a noi. Noi come essere “Umano“, pezzo che già a novembre 2021 annunciava l’arrivo di un nuovo album. Un viaggio nel tempo e nella coscienza dell’uomo, dall’antichità fino ad oggi. E semplicemente ascoltando capisci che niente è cambiato. Anzi… E passano i giorni, passano anche gli anni Tutta questa storia ci fa sentire grandi Ma appassiscono i fiori, mordi gli ultimi frutti Siamo piccoli soli che bruceranno tutti Dovremmo frenare ma stiamo accelerando Te lo dico mentre rido, ma non sto scherzando Umano – Amore e Rivoluzione Eh sì, noi umani siamo ambiziosi, molto spesso avidi di potere, e anche egoisti, sì. Ma a volte, questa continua ricerca dell’ “ancora di più“, è dovuta dalla mancanza di sentirsi “Libero” e in pace con il proprio io. Oppure si ha solo bisogno di un po’ di leggerezza, immaginarsi in alto nel cielo, proprio come una “Nuvola”. Se c’è una cosa che questa band torinese sa fare, è arrivarti prima nel cuore, e poi nella mente. E se ci aggiungi la voce di Francesca Michielin, “In Cima” è uno di quei pezzi che ti trafigge. Per Eugenio e Francesca la relazione tra due persone è una scalata continua, tra mille problemi e difficoltà. L’unico modo per superarla? Legati bene, stringi la fune, non guardare giù. Uno dei pezzi più belli e meglio riusciti dell’album è sicuramente “Terra”. Se “In Cima” al centro della narrazione c’era il sentimento tra due persone, con il secondo pezzo viene fuori tutta la parte ascoltiamo la dichiarazione più bella che qualcuno possa fare. Dedicare il nostro amore, le nostre attenzioni alla Terra. E la parte più bella è nascosta nel video: gli Eugenio In Via Di Gioia, donne, uomini, ragazze e ragazzi in un dolcissimo flash-mob. Tutti riuniti, nella notte a scrivere il “TI AMO” più grande del mondo. Una rivoluzione basata sull’amore. Né più né meno quello che cantavano i Beatles nel 1968, con ‘All you need is love’. E a ben guardare l’approccio Beatlesiano è esattamente quello che, fatte le dovute differenze generazionali e collocato il nuovo lavoro nel 2022, gli Eugenio in Via di Gioia hanno avuto nel realizzare il loro nuovo album. Beatles vuol dire cercare di mettere insieme godibilità e ricerca, divertimento e impegno, arte e intrattenimento, senza mai far pendere la bilancia da una parte o dall’altra perdendo l’equilibrio. Cosa non facile, dunque, ma per la quale gli Eugenii hanno chiesto aiuto a uno dei migliori cervelli musicali italiani, quello di Vittorio Cosma, che ha aiutato la giovane band torinese a lavorare sempre in salita ottenendo come risultato un disco tutto in discesa. Nel senso che “Amore e Rivoluzione” è complesso nei concetti, nella struttura mai ovvia delle canzoni, e complesso (questa è la cosa più bella dell’album) nei sentimenti, mai ridotti alla loro basilare verità. Gli Eugenii, insomma, cercano di stimolare chi ascolta, non vogliono solo che il pubblico gradisca, ma che alla fine dell’ascolto, se possibile, agisca, si metta in moto per fare in modo che la ‘rivoluzione’ avvenga. Una rivoluzione ‘gentile’, che tenda a includere e non escludere, che punti alla comprensione dell’altro, “è il nostro tentativo di micro rigenerazione. L’invito ad un’azione collettiva. Il manifesto per un’inversione di rotta partecipata”. Cosa volere di più da un album del genere? Poco o nulla, perché la musica è bella e ricca, mai prevedibile, sempre piacevolmente intricata, molto teatrale, coinvolgente. Potremmo dire ‘rock’, se il termine non sembrasse ormai (sfortunatamente) troppo categorico per definire una musica che è libera e carica di reale passione. Non c’è noia, insomma, e c’è qualità. Un gioiello, insomma.