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L'incidente di Charles Leclerc continua a far parlar di se: dal secondo tentativo rovinato agli avversari nel Q3, ai problemi in casa Ferrari e dall'indagine della Federazione alle lamentele di Toto Wolff. Per i primi due "problemi" sembra ormai acqua passata, mentre per gli altri due c'è ancora molto fermento nel paddock. Infatti subito dopo la sessione di qualifiche il Team Principal della Mercedes aveva tuonato sulla questione: "Non credo che Charles abbia messo volontariamente la Ferrari nel muro, perché la posta in gioco era troppo alta, ma con la regola USA ci sarebbe un piccolo incentivo per evitare ogni forma di polemica che inevitabilmente si scatena" Questa famosa regola USA, riguarda una norma presente in IndyCar - nonostante il manager tedesco non ne fosse a conoscenza - che cancella automaticamente il tempo ad un pilota il quale causa bandiera rossa durante una sessione di qualifica. Quindi nell'atto pratico se questa regola fosse stata presente in F1, Leclerc sabato avrebbe perso la Pole Position e sarebbe stata consegnata di diritto al secondo classificato, ovvero Verstappen. Una direttiva che non piacerebbe nemmeno troppo ai piloti, in quanto ci sarebbe la Federazione pronta ad investigare sulle dinamiche di un incidente in caso di Red Flag. Senza nessuna eccezione, proprio così è stato fatto anche con il crash del pilota monegasco e l'indagine ha rivelato quanto segue, parola di Micheal Masi, direttore FIA: "L’incidente è passato immediatamente sotto la nostra lente di ingrandimento ed è sembrato subito piuttosto chiaro che si è trattato di un errore in Curva 15. Dopo aver visto anche i dati e le comunicazioni con il box, posso affermare che nessun pilota andrebbe a danneggiare così pesantemente la propria monoposto, anche per via delle conseguenze che potrebbero derivare da un simile impatto" Quindi assolutamente nessuna colpa volontaria per il Ferrarista, che come ben sappiamo ha poi dovuto rinunciare alla gara per problemi causati dall'incidente. E sul nuovo regolamento ispirato dalla IndyCar proposto per la F1 da Wolff, lo stesso Masi ha risposto così a Motorsport.com, aprendo all'idea "Si può sempre fare meglio in qualsiasi situazione e non vedo perché FIA e Formula 1 non possano prendere in considerazione tale questione e i suoi pro. Conosco il regolamento IndyCar e so che una cosa simile viene applicata anche in altre serie internazionali FIA, oltre che campionato locali in tutto il mondo. Valuteremo assieme a tutte le persone coinvolte nella faccenda per capire se la si potrà utilizzare o meno" Non ci resta che aspettare e vedere se nelle prossime settimane il tema verrà portato sul tavolo e affrontato tra FOM, FIA e Team.