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Max Verstappen - a Montecarlo era chiamato a fare la differenza e recuperare punti a Lewis in campionato, vista la presunta superiorità della sua vettura nelle insidiose curve del Principato. Giovedì le cose si erano messe male, con un assetto evidentemente sbagliato ed una Ferrari tornata in grandissima forma, ma lui e la squadra hanno sfruttato al meglio il giorno di pausa per mettere tutto a posto e presentarsi competitivi in qualifica. Infine, un pizzico di fortuna dato dal ritiro di Leclerc ha spalancato le porte del successo all'olandese, che grazie a questo incredibile risultato passa per la prima volta in testa al mondiale piloti. Punti pesanti portati a casa e tanto di cappello per aver ribaltato le sorti del weekend. Re di Monaco Carlos Sainz - contro ogni pronostico è stato Carlos a riportare la Rossa sul podio dopo quasi un anno di digiuno. In qualifica si dispera per la bandiera rossa, ma in gara la sorte gli restituisce ciò che gli era stato tolto proiettandolo in una favolosa piazza d'onore. Rammarico per non aver vinto? Probabilmente sì, ma vedendo com'è andata la corsa del compagno di squadra può ritenersi soddisfatto di aver concretizzato il suo potenziale. Finalizzatore Lando Norris - proprio quando Ricciardo sembrava aver ingranato arriva il colpo di grazia da parte del pilota di Bristol, che conquistando il podio e doppiando (!) il compagno (nella pista in cui quest'ultimo aveva dichiarato di voler vincere) ne ha fatto crollare le certezze. Inoltre il ritiro di Bottas gli ha permesso di riagguantare la terza posizione in campionato, la giusta ricompensa per una gara solida come la sua. Leader Sergio Perez - con le due Mercedes in difficoltà il pilota di Guadalajara svolge alla perfezione il suo compito, portando punti importantissimi al suo team in ottica costruttori. Da migliorare assolutamente la qualifica: 1.1 secondi da Verstappen su una delle piste più corte del mondiale (peraltro con una macchina da pole) sono un'eternità. Passo dopo passo Sebastian Vettel - questo fine settimana abbiamo finalmente rivisto il Vettel che tutti conosciamo: per la seconda volta in stagione riesce ad accedere in Q3 siglando l'ottavo tempo, nel primo stint di gara tiene il passo dei piloti che si trovavano davanti a sé per poi scavalcarli grazie all'ottima strategia del suo team. Dopo la bandiera a scacchi si apre persino in radio canticchiando qualche parola, sintomo di una ritrovata gioia. La gara di Baku tra due settimane sarà importantissima per capire se quello di Monaco è stato solo un lampo oppure l'inizio di una risalita. Outsider Pierre Gasly - finalmente lui e l'Alpha Tauri riescono a concretizzare quanto di buono fatto vedere in prova, conquistando un'ottima sesta posizione dopo essersi tenuto dietro per tutta la gara la W12 di Hamilton. E pensare che Montecarlo era una di quelle piste considerate sfavorevoli per l'AT02. Concreto Lewis Hamilton - sbaglia tutto quello che c'era da sbagliare in un Gran Premio in cui era nella condizione di dover limitare i danni. Che la colpa sia sua o del team fa poca differenza, i punti persi da Verstappen rimangono sempre gli stessi. Immaginiamo che tra due settimane in Azerbaijan non si farà attendere la loro reazione. Sotto pressione Lance Stroll - battuto sia in qualifica che in gara da Vettel, ma nel complesso un buon fine settimana per il canadese, che contribuisce alla lotta per il sesto posto nei costruttori. Chissà che il confronto con il team mate non gli permetta di alzare ulteriormente il suo livello. Fa il suo Esteban Ocon - con un'Alpine decisamente inguardabile nelle stradine del Principato il francese non sbaglia un colpo, qualificandosi a ridosso dei primi dieci (una condizione necessaria per cercare di ottenere qualcosa alla Domenica) e furbo ad approfittare della conformazione del tracciato per tenersi dietro Giovinazzi nell'ultima parte di gara. Ha nuovamente demolito Fernando Alonso rafforzando il suo ruolo di prima guida all'interno della squadra. Sorprendente Antonio Giovinazzi - dopo tante gare storte Antonio ritrova il sorriso e la zona punti, che mancava ormai dal GP di Germania 2020. Il suo rendimento è sempre più costante e anche il confronto con Raikkonen comincia a vertere a favore di Giovi. Vediamo se riuscirà a compiere quel tanto atteso salto di qualità nei prossimi GP, altrimenti sarà dura per lui rimanere dov'è. in cerca di conferme Daniel Ricciardo - è stato semplicemente un disastro: più che doppiato da Norris, lontano dai primi dieci e l'impressione è che abbia addirittura compiuto un passo indietro rispetto ai precedenti appuntamenti. Difficile capire cosa sia successo, non passerà di sicuro un bel periodo. Inguardabile Fernando Alonso - stessa situazione di Ricciardo, con la differenza che la sua Alpine ne aveva molto meno rispetto alla McLaren e lui deve ancora riprendere la misure con questa categoria dopo i due anni e mezzo di stop. Ma il distacco da Ocon rimane pesante per un pilota del suo calibro. Verso il 2022 Valtteri Bottas - dispiace molto non vederlo sul podio, perché fino a quel maledetto pit stop il suo weekend era stato da primo della classe, nonostante una macchina inferiore a Ferrari e Red Bull. Pazienza, è andata com'è andata, adesso deve resettare tutto per preparare la rivincita tra due settimane a Baku. (Ancora una volta) sfortunatissimo Charles Leclerc - certo, ha avuto il merito di riportare la Ferrari in pole position dopo tanto tempo, ma d'altra parte la sua non partecipazione al Gran Premio è dovuta principalmente ad un suo, evitabilissimo, errore. Sfortunato a scoprire il danno solo venti minuti prima della partenza, ma un pilota del suo calibro (vista soprattutto la sua posizione all'intero della Ferrari) non può assolutamente permettersi scivoloni come questo. Ha gettato al vento quella che probabilmente sarebbe stata la prima ed unica vittoria stagionale della Rossa. Croce e delizia Nikita Mazepin - menzione d'onore per il pilota russo della Haas, che in un fine settimana dove quasi tutti hanno commesso un errore (Schumacher ha totalizzato mezzo milione di Euro di danni) non ha sbagliato di una virgola, riuscendosi persino a mettere dietro il compagno di squadra. Vediamo se, com'è stato per Verstappen nel 2018, questa sarà la gara della svolta. Inaspettato