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Sono reato, inoltre, la soppressione, distruzione, o occultamento di documenti sanitari articolo 490 del codice penale. L’importanza della tematica relativa agli obblighi di tutela dei dati personali suggerisce di trattare per primi gli illeciti per violazione della privacy e del segreto professionale. Il Titolo III della Parte III (Tutela dell’Interessato e Sanzioni) del Codice Privacy contempla diverse fattispecie di violazioni amministrative e reati penali connessi al trattamento dei dati personali. Ad esempio, il rilascio di documenti sanitari a persone diverse dagli interessati, senza il loro consenso, così come la divulgazione di dati sensibili, costituisce trattamento illecito, che può far sorgere una responsabilità penale sanzionata con la reclusione da uno a tre anni, nel caso in cui si riuscisse a dimostrare che il rilascio in assenza del consenso o la divulgazione avessero avuto il fine di danneggiare l’ammalato, ovvero per ingiusto profitto del richiedente. Il rilascio di documenti sanitari a persone diverse dagli interessati, senza il loro consenso, così come la divulgazione di notizie apprese in ragione della propria professione può poi integrare il reato di violazione di segreto professionale, sancito dal Codice Penale , oltre che costituire illecito deontologico (tutti i Codici deontologici delle diverse figure di operatori sanitari contemplano l’obbligo del segreto). Per quanto riguarda gli altri reati, la pluralità degli articoli del Codice Penale relativi alle fattispecie di falso si spiega con la diversa valenza giuridica che un documento può avere, in funzione della qualifica del suo redattore: per esempio, il certificato redatto da un operatore sanitario con funzione di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio rientra tra gli atti pubblici (che sono fidefacenti, cioè fanno fede fino a querela di falso), quello redatto da un operatore sanitario libero professionista con la funzione di esercente un servizio di pubblica necessità è considerato scrittura privata (idoneo a provare, ma non destinato alla prova Il falso materiale attiene alla contraffazione documentale (cioè alla creazione di un documento da parte di colui che non ne è l’autore) o alle alterazioni (cioè alla modifica del documento originale), quali cancellature, abrasioni o aggiunte successive Si realizza, invece, il reato di falso ideologico quando si attestano come autentici fatti non rispondenti a verità. Anche in questo caso, il reato si concreta unicamente quando vi è dolo, “in quanto la falsità va riferita ai fatti in sé e non alla convinzione del medico; se questi è in errore ma persuaso di essere nel vero e certifica conformemente alla propria convinzione, non può essere accusato di falso, proprio per mancanza di dolo. In quest’ultimo caso il certificato non è falso, ma soltanto erroneo, perché il medico ha sbagliato la registrazione della obiettività in buona fede. “se risultano fatti la cui inesistenza è di comune rilievo, oppure vengono taciuti fatti manifestamente apprezzabili, essendo in tali casi inammissibile la buona fede, non può esservi dubbio sul dolo del medico certificante”. Quando una falsa certificazione determina la costituzione di diritti in favore del richiedente, con possibili oneri a carico di terzi o a carico dello Stato , si concreta il reato di truffa. Si ricorda che, in tali casi, è previsto che l’ente pubblico possa esercitare una azione di rivalsa nei confronti del Medico a rifondere il danno patrimoniale subito. Con riferimento, infine, al reato di soppressione di atto pubblico, merita sottolineare come la Cassazione lo abbia ripetutamente ritenuto integrato dalla condotta del pubblico ufficiale che custodisca un atto giuridicamente rilevante in modo tale da renderlo, sia pure temporaneamente, irreperibile. Ti auguro buona giornata , ci vediamo alla prossima lezione .