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C’era una volta un villaggio distrutto, e quasi completamente disabitato, nel quale, a ben sentire, si percepiva uno strano ticchettio: c'era infatti una sveglia (Thomas) che continuava a segnare il tempo. L'alieno Gianni (liva) si recava spesso il quel villaggio, proprio per tener d’occhio le ore. Ma in realtà qualcuno viveva tra le rovine: era Mirko (char), un bimbetto, che si recava ogni mattina al pozzo ad attingere l'acqua che gli occorreva nella giornata. Un giorno, mentre era alle solite prese con il secchio, guardando nel fondo del pozzo non vide l'acqua ma un cane arrabbiatissimo, di nome Collino (milo). Stava assistendo alla scena, dall'alto, la Dea Nuvola (Altea): intenerita da quell'animale in trappola tentò una magia per liberarlo ma, ahimè, sbagliò e l'incantesimo fece si che il povero animale incominciasse a diventare sempre più grande. Il cane si gonfiò talmente tanto da far esplodere il pozzo e, a causa di quella fortissima esplosione, fu scaraventato addosso ad una palma. Passava di là, nella sua solita passeggiata mattutina, un detective (Danilo): nel sentire tutto quel baccano si avvicinò per capire meglio e si trovò Collino (milo) attaccato, con un morso potente, sulla sua povera chiappa. Mirko, nel vedere sbigottito tutto ciò, corse in aiuto del povero malcapitato tentando di liberarlo dalle mandibole feroci del cane. Fu proprio una fortuna che, in quel momento, passasse sopra alle loro teste una casa volante: non appena, a suon di solletico, il cane (milo) si trovò costretto ad aprire le fauci, i due balzarono afferrando al volo la corda che li mise al sicuro nella strana abitazione. Nel frattempo era sopraggiunto l’alieno (liva) per il solito giretto di controllo dell’ora. Ma, cerca che ti ricerca, non riusci a trovare la sveglia (Thomas) e, disperato, incominciò a guardare ovunque: quando si accorse della casa volante, cosa che mai e poi mai aveva visto da quelle parti, pensò che fosse in qualche modo coinvolta e ne colpi, uno ad uno, i palloncini che la sostenevano con la sua fionda laser. Quando ruppe l’ultimo palloncino, la casetta crollò rovinosamente sopra alla palma (che è chiaramente un’allusione erotica per i genitali maschili) e piombarono a terra tutte le sue noci di cocco. Anche il pozzo (simon), che viveva di vita propria, si arrabbiò moltissimo per essere stato distrutto dallo scoppio e incominciò a scagliare, come fossero proiettili, le sue pietre. Il detective (Danilo) intanto, tutto ammaccato, decise di uscire dalla casetta ma, non appena mise fuori un piede dalla porta, fu colpito da una di queste pietre e da una noce di cocco: due colpi, due centri e il detective cadde a terra tramortito. Il piccolo Mirko, accortosi che la situazione stava precipitando, decise di correre dalla sua mamma che viveva nella vicina Oasi della Quiete. La mamma, vedendo il figlio cosi agitato, si sedette, lo calmò e si fece raccontare tutto per filo e per segno. La signora, quindi, capita la gravità della situazione, decise di recarsi di persona sul luogo: arrivata la prima cosa che fece fui avvicinarsi al povero detective per capire cosa fare. Nel frattempo, cosa assai strana, Mirko si accorse che dentro ad una noce di cocco si trovava un salvadanaio a forma di maialino. Se ne accorse, in quel momento, anche l’alieno che si avvicinò incuriosito per capire se il salvadanaio contenesse o meno dei soldini. Intanto, grazie alla brava mamma di Mirko, il detective si era ripreso e ora, anche lui, osservava il salvadanaio. Mirko lo apri e scopri che, dentro, vi erano 100.00 €: ma erano un unico pezzo e, anche volendo, non potevano quindi essere divisi tra tutti coloro che stavano lì in quel momento. Nacque quindi ancora del malcontento, cui si aggiunse la casina (porta della ex 604 e rete del letto della ex 606) che voleva una parte dei soldi per restaurarsi: in effetti, era ridotta proprio maluccio dopo la caduta! Come se non bastasse ecco arrivare anche la palma al che pretendeva un risarcimento per il danno subito. Il pozzo (in questo caso una personificazione di Milo), nel capire che nemmeno un po ‘di spiccioli probabilmente gli sarebbero arrivati, decise di scagliare ancora una pietra e colpì, povero lui, ancora il detective (Danilo) in testa. La Dea Nuvola (altea), che continuava ad assistere tutto dall’alto, pensò che qualcosa avrebbe dovuto fare per metter fine a tutto quel trambusto e, pensa che ti ripensa, aumentò i soldini nel maialino nella speranza che i conti, ora, tornassero per tutti. Ma la situazione peggiorò: nel vedere che la posta in gioco era ancora più alta, i litigi e le contese aumentarono invece che diminuire. Ormai si sentivano solo urla, offese e parolacce: ma fu proprio quando la confusione sembrava aver toccato l’apice che il cielo divenne improvvisamente rosso e, con lo stupore di tutti, scese dall ‘alto uno “spremidesideri”, di nome Olga (michelle), che promise di esaudire le richieste di tutti a patto che i litigi terminassero. Nel mentre, dal nulla, comparve una tigre (bottoncino) che, nascosta dietro ad un cespuglio, aveva osservato tutto e che, delusa da tanta avidità, aggiunse delle condizioni a quanto promesso da Olga: sarebbero stati esauditi solo i desideri altruisti e mai quelli che avrebbero portato benefici solo a chi li esprimeva. E così fu: il pozzo fu ricostruito, la casetta anche, la palma recuperò le sue noci, il cane (milo) tornò normale, il detective (danilo) guarì e i suoi calzoni furono rammendati e la sveglia (Thomas), per il piccolo alieno, fu ritrovata. Quando le cose si sistemarono tornò la pace e quella serenità che bastava per rendersi conto di quanto si sta meglio e d’accordo. Fu organizzata quindi una grande festa (il punto di arrivo di tutti i pre) che durò per ben sette giorni e sette notti. Da quando si resero conto che non valeva certo la pena lottare per falsi tesori ma che molto più saggio era lottare per tener viva sempre l’amicizia, in quel luogo vissero sempre felici e contenti (= fatti e ubriachi).