Download Free Audio of Sicuramente non deve essere facile per il team Haa... - Woord

Read Aloud the Text Content

This audio was created by Woord's Text to Speech service by content creators from all around the world.


Text Content or SSML code:

Sicuramente non deve essere facile per il team Haas ripartire da quelli che sono gli strascichi della passata stagione, esacerbati nel tempo da una lunga serie di difficoltà che hanno complicato la vita di tutti i componenti del team fino ai piloti. Sicuramente non è facile ripartire con una fama abbondantemente compromessa dalla serie Drive To Survive, la quale ha presentato un team molto sui generis, dilaniato da veleni interni, ribadendo però quanto Netflix punti a spettacolarizzare ogni cosa a discapito di una narrazione più onesta. Sicuramente ripartire dopo l’addio di quelli che erano stati gli alfieri che avevano accompagnato la Haas in tutti i suoi primi anni di vita in F1, a favore di due giovani al loro debutto assoluto nella massima serie costituisce una svolta totale, ma non per questo decisiva: infatti i due nuovi piloti vengono da storie completamente diverse, le quali ‘terrorizzano’ gli azionisti del team e fanno infiammare i produttori Netflix. Mick Schumacher ha portato con sé non solo il bagaglio importante dato dall’essere campione in F2, ma anche la pressione di un cognome importante, probabilmente destinato a gravare anche su chi circonda l’incolpevole Mick. Dall’atro lato dei box, Nikita Mazepin arriva in F1 portando anche lui con sé un bagaglio pesante: quello delle accuse multiple provenienti dalla Wada ma che rientrano nel contesto più ampio dei rapporti tesi con la Federazione Russa e quelle che lo riguardano più strettamente, relativamente alle sue storie compromettenti su Instagram che hanno innescato il movimento social #MazepinOut. Una presentazione che ha spiazzato non solo il mondo Haas ma anche quello intero della F1, occupata a predicare da un paio di anni il rispetto verso i più deboli, l’eguaglianza sociale e l’ambientalismo. Di fronte a queste premesse è chiaro che la strada sia completamente in salita, già a distanza di mesi dal pauroso incidente di Romain Grosjean, Haas continua ad essere nell’occhio del ciclone e non ci si consola sicuramente pensando agli argomenti più importanti riguardanti la pista. Infatti, dopo essere stata nel 2020 la prima monoposto svelata, la nuova VF21 è stata l’ultima a concedersi a pubblico in occasione dei test in Bahrain, sul solco di un’abitudine propria delle squadre messe più indietro a livello tecnico-finanziario. A conferma di ciò, la nuova monoposto di Kannapolis presenta pochissime novità, simile quasi in ogni cosa alla sua progenitrice come anche dichiarato dai vertici della squadra, i quali hanno estremizzato la filosofia di Ferrari, affermando che sul 2021 può subito scendere il sipario per concentrare tutte le proprie risorse tecnico-finanziarie sul nuovo ciclo regolamentare. Tuttavia, sembra una mossa eccessiva quella attuata dal team guidato da Gunther Steiner, poiché nessuno dei 2 gettoni a disposizione è stato investito anche solo per modificare il sistema sospensivo posteriore, il quale durante l’anno scorso è stato il problema più grave della monoposto statunitense, che soffriva un anomalo riscaldamento dell’ammortizzatore idraulico di anti-beccheggio posteriore, che innescava gravi conseguenze quali: incontrollabile variazione dei parametri di assetto della sospensione, mancato sfruttamento degli pneumatici, errato assetto rake, perdita di efficienza del fondo e stallo del diffusore con conseguente perdita di carico aerodinamico. Molto si è parlato in alcune gare della stagione passata di questo problema, additando in certi casi la colpa a Ferrari, la quale fornisce il sistema power-unit e cambio alla squadra americana e proprio il team italiano ha sofferto di anomalo surriscaldamento del retrotreno perdendo aderenza meccanica. Per quanto riguarda il profilo aerodinamico, Haas ha lavorato pochissimo sul fondo, la zona colpita dai regolamenti 2021 e quindi si è presentata ai test differenziandosi molto dagli altri team, costantemente alla ricerca di nuove soluzioni capaci di compensare la perdita di carico aerodinamico. Le residue speranze degli azionisti Haas riguardano la nuova power unit Ferrari, che a detta dei motoristi di Maranello porterà un beneficio di oltre un decimo sul giro e maggiore affidabilità. Chiaramente ci sono più difficoltà che sprazzi di luce per una squadra che continua a navigare nelle ristrettezze finanziarie e sembra destinata ad una caduta libera che potrebbe vederla, a detta del team principal Steiner, dietro al fanalino di coda Williams. A sostegno di questa ipotesi vi sono le deficitarie prestazioni messe in mostra nei test, che hanno visto la Haas costantemente tra le ultime della classe e non hanno fornito spunti interessanti e promettenti. Da qui si aprono ora due strade pericolose, le quali inevitabilmente si vanno a collegare: la prima riguarda i piloti, i quali dovranno avere la tempra adeguata a reggere prestazioni di una vettura a mezzo servizio e dovranno prendere l’esempio di George Russell in Williams. Per quanto riguarda Mick, il rischio di bruciarlo tra aspettative e vettura inadeguata esiste e per Ferrari che punta sul figlio d’arte non sarebbe una buona mossa. Mazepin, personaggio sopra le righe, potrebbe con il suo temperamento peggiorare una situazione già complicata ed affermarsi come ‘non amico’ di Schumacher non giova di certo ad una collaborazione che due esordienti devono permettersi all’inizio. La seconda strada invece riguarda il futuro di Haas con Ferrari, messo in discussione da Steiner che ha ammesso di essersi guardato intorno tra i motoristi. Questo sarebbe un duro colpo per la Rossa, che ha affidato ad Haas la crescita di Mick e creato una collaborazione sempre più stretta con il team fondato da Gene Haas. Tensione, difficoltà e voglia di rivalsa saranno le cifre di una squadra all’inizio di un anno che può rappresentare il canto del cigno e la fine della prima e chissà se ultima, presenza di un team americano nella sempre più europea Formula 1.